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Napoli-Lazio 4-2, stagione 2013/2014: il capolavoro di Mertens e la prima tripletta di Higuain

Dopo il pari nel big match contro l’Inter, il Napoli sarà impegnato nel posticipo di giovedì contro la Lazio. La vittoria dell’Atalanta sulla Juve non è stata molto positiva per gli azzurri. La sfida contro i biancocelesti al Maradona sarà fondamentale per assicurarsi un posto in Champions. La Lazio, in ottima forma, sogna il sorpasso.

Oggi l’album dei ricordi azzurri ci riporta al 13 aprile 2014, in un Napoli-Lazio finito con uno spettacolare 4-2. Le motivazioni delle due squadre non erano dissimili da quelle di oggi. Il Napoli, terzo, era reduce dalla sconfitta a Parma. Obiettivo: allontanare critiche e Fiorentina al quarto posto. Per la Lazio, ultima chance per non dire addio all’Europa League. Sulle panchine sedevano due dei più amati e criticati allenatori dell’era De Laurentiis: Rafa Benitez ed Edi Reja.

Per il Napoli, lo spagnolo parte con un 4-2-3-1: Reina a difendere la porta alle spalle di Henrique, Albiol, Britos e Ghoulam; a centrocampo Jorginho e Behrami; attacco composto da un quasi sconosciuto Mertens, Insigne e Pandev alle spalle di Higuain. Molti i nomi altisonanti, che in un decennio hanno scritto pagine belle e brutte della storia azzurra. Invece, Reja sceglie il 4-3-3 con Berisha alle spalle del quartetto difensivo composto da Konko, Cana, Ciani e Radu; a centrocampo Onazi, Ledesma e Lulic; in attacco Candreva, Felipe Anderson e Mauri.

 

Partono subito bene i ragazzi di Reja. Al 16’ Mauri sfiora il palo. Al 21’ passa in vantaggio la Lazio con Lulic. Servito da Mauri, resiste alla marcatura di Britos e insacca il pallone in rete. Il Napoli sembra rivedere i fantasmi delle ultime gare. Gli azzurri inseguono il pareggio, la Lazio riparte pericolosa in contropiede. La partita è bellissima. Ci prova prima Higuain, ma Berisha respinge coi guantoni. Poi Anderson tenta di far passare il pallone sotto le gambe di Reina. Il portiere spagnolo riesce ad evitare il peggio. Al 42’ Mertens si accentra e spara una bomba nel sette. Berisha vola, ma con i capolavori non si può nulla. E di questi capolavori, negli anni, l’attaccante di Lovanio diventato napoletano ne ha fatti vedere davvero tanti ai suoi tifosi.

Nella ripresa, la storia cambia: Cana atterra in area Mertens. Banti fischia rigore ed espelle il difensore biancoceleste per somma di ammonizioni. Dal dischetto, ci va Higuain. Berisha intuisce, sembra quasi toccarla, ma il tiro è forte e angolato: 2-1. È tutto Napoli nel secondo tempo, Higuain si scatena e segna ancora. Insigne si rende protagonista con un tiro dalla distanza alto che non si abbassa al momento giusto. A 8 minuti dal termine Onazi calcia su Reina che si fa scappare il pallone. Il centrocampista supera il portiere e fa il 3-2. Nell’ultimo minuto di recupero segna di nuovo Higuain. Il suo pallonetto morbido scavalca Berisha e va in porta. Finisce 4-2, con la prima tripletta dell’argentino in maglia azzurra. In una delle tante partite in cui cuori e cori erano tutti per Higuain “Core ‘ngrato” (per usare un eufemismo, è ovvio…)

Maria Anna Gagliardi

area calcio

Maria Anna Gagliardi. Nata a Napoli nel luglio del 1996. Laureata in Lingue, Letterature e culture all'Università L'Orientale, mi piace la cultura in tutte le sue sfumature. Amo particolarmente la letteratura, mi piacciono le storie. La storia più bella? Quella del Napoli e del calcio che unisce popoli e culture differenti, quella che voglio raccontare con il giornalismo. 

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