Eikosi

NB.

Magazine del Corriere della Campania

Napoli-Cagliari 3-2, l’urlo da Champions di Insigne

Momento magico e insieme delicato per il Napoli. Al terzo posto, a pari punti con Milan e Juve, si è “messo in mezzo” grazie alla vittoriosa trasferta di Torino. Il Napoli è tra le 5 pretendenti dei due posti disponibili per l’accesso diretto alla prossima Champions League. L’impegno casalingo con il Cagliari non sarà per niente facile: i sardi lottano per la salvezza e hanno collezionato 3 vittorie consecutive, l’ultima con la Roma.

Negli anni il Cagliari si è sempre dimostrato la bestia nera del Napoli, quella che i punti non te li regala mai, costringendoti a rimonte o vittorie all’ultimo respiro. La sfida di domenica riporta alla mente un infinito Napoli-Cagliari, disputato nella stagione 2012/2013. Era il 21 aprile, gli azzurri si giocavano la Champions, sognando di blindare il secondo posto sul Milan. I rossoblù erano già salvi, eppure, non avevano alcuna intenzione di lasciare quello che prima si chiamava San Paolo a mani vuote. In panchina, Walter Mazzarri: quello delle rimonte all’ultimo respiro contro le grandi (la “zona Mazzarri”, come amava dire qualcuno), della Champions dopo 21 anni, del primo trofeo dell’era De Laurentiis. Certo, non Guardiola, ma uno che ridiede un’identità precisa ai partenopei.

Un San Paolo gremito

L’Arena di Fuorigrotta da tutto esaurito, le emozioni, i cori dei supporters partenopei, gli applausi, la spinta. Il Napoli parte benissimo, con la velocità e la qualità a cui ha sempre abituato. Il pubblico approva e sostiene. Sembra un’altra epoca guardando gli stadi deserti di oggi…

Dopo appena quattro minuti, Pandev salta due avversari e con un tiro di poco alto fa tremare la difesa di Agazzi. Poi, al 18’ calcio d’angolo. Cavani spazza, Ibarbo riceve a limite dell’area, finta il tiro e poi libera il suo siluro: è 1-0 per il Cagliari. Soffre il Napoli, con Cavani che divora più volte il pari. Addirittura, Nené sfiora il raddoppio. Si va negli spogliatoi sotto di un gol. Nella ripresa cambia la storia, ma si continua a soffrire. Il pareggio arriva al 48’ con il tiro di Hamsik e la deviazione di Astori che beffa Agazzi. L’arbitro ferma tutto per fuorigioco di Cavani, ma poi la sestina arbitrale si consulta e convalida il gol: il Matador non la tocca, anticipato dal difensore rossoblù. È 1-1 al 48’. Gli azzurri giocano per vincere, c’è tanto in palio. Bello l’uno-due di Pandev e Cavani con l’uruguayano che scarica il destro, ma Agazzi devia in angolo. Cannavaro prova un tiro a giro, ma l’estremo difensore rossoblù vola tra i pali. Poi, sulla ribattuta Cavani la mette dentro. Il Napoli passa in vantaggio. Rimonta completata? No. Sau col suo destro a giro pietrifica Rosati e il San Paolo. È un 2-2 pesantissimo, che rischia di compromettere il cammino azzurro. Mazzarri non si arrende e decide di mettere in campo Insigne e Calaiò al posto di Dzemaili e Zuniga. Arriva il recupero, 4 minuti. La gara sembra finita e, invece, Insigne inventa un gol tanto meraviglioso quanto fondamentale: avanza al limite dell’area e tira. Agazzi non ci prova nemmeno. Il piccoletto di Frattamaggiore si lascia andare ad un urlo liberatorio e corre sotto la curva. Termina 3-2 la gara grazie al gol di un ragazzo che, nonostante le critiche, i dispiaceri e le gioie vissute in questi anni, è diventato il capitano e il perno principale dell’attacco azzurro. Made in Naples.

Maria Anna Gagliardi

area calcio

Maria Anna Gagliardi. Nata a Napoli nel luglio del 1996. Laureata in Lingue, Letterature e culture all'Università L'Orientale, mi piace la cultura in tutte le sue sfumature. Amo particolarmente la letteratura, mi piacciono le storie. La storia più bella? Quella del Napoli e del calcio che unisce popoli e culture differenti, quella che voglio raccontare con il giornalismo. 

View all posts

Commenta