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Supplemento online del Corriere della Campania

Dieci Opinioni dopo . . . Inter-Napoli

 

Dopo una serie di risultati molto positivi il Napoli di Gattuso si arrende a San Siro davanti all'Inter di Conte. Di fatto una sconfitta, nella realtà, con una oggettiva analisi critica, un incidente di percorso immeritato. Per questo, più che nelle precedenti edizioni della nostra rubrica, vi diciamo le nostre riflessioni sulla partita.

DIECI OPINIONI . . . 

  1. LA SCONFITTA: una sconfitta è una sconfitta, c'è poco da dire. Questo evento porta con sempre con se malumore e rimpianto, ma ci sono delle sfumature, che non si possono trascurare. La sconfitta contro l'Inter del Napoli è realmente frutto quasi esclusivamente di 4-5 episodi, che sono il rigore per l'Inter con espulsione di Insigne per proteste, tre parate di Handanovic eccezionali, il palo di Petagna.
  2. I NUMERI:nel complesso della partita il Napoli ha giocato meglio, ma nella prima frazione ha rischiato di più su un paio di conclusioni. Di fatto, nella ripresa, l'Inter non ha mai seriamente impensierito Ospina, se non sul rigore, mentre Handanovic ha salvato 3 volte l'Inter e su una ringrazia il palo. Le partite di calcio non sono uno sport che assegna punti per tentativi, ma di fatto, sono gli Azzurri quelli che hanno sfiorato il gol su azione più volte.
  3. GATTUSO: il tecnico azzurro la gara l'aveva preparata bene. Ha subito poco da un attacco che resta il migliore della Serie A e ha trovato il modo, con l'abilità dei suoi uomini, di mettere in difficoltà l'ottima difesa di Conte. Gli eventi incontrallabili, poi, non l'hanno aiutato. L'infortunio di Mertens non è sicuramente una cosa positiva o semplice, vista l'assenza di Osimhen, come il rigore di Lukaku e l'espulsione di Insigne.
  4. MERTENS: l'infortunio del belga, che di fatto termina qui il suo 2020, è una tegola pesante. Lo è stata sicuramente durante la sfida, perché fra Mertens e Petagna delle differenze ci sono, nonostante il buon lavoro dell'ex SPAL. Questa tegola pesa ancora di più in vista del forcing a cavallo delle feste, con altre 4 gare da giocare fra il 23 e il 10 gennaio, che di fatto continua il ritmo di una gara ogni 3 giorni che s è già svolto fin qui. 
  5. INSIGNE: si potrebbe parlare per ora dell'espulsione di Insigne, di fatto già è stato fatto, ma il tutto si può ridurre ad un paio di considerazioni semplici: Insigne con la sua esperienza e la maturità che oggi dimostra poteva evitare certe parole, punto. Che poi si possano attribuire "responsabilità" anche ad altri ci sta, lo vedremo fra poco, però è sempre meglio evitare in certi momenti. Questo un capitano e un fuoriclasse come lui non può non saperlo.
  6. MASSA: show allo stato puro. Insigne commette una leggerezza enorme, ma un arbitro che una manciata di minuti prima ride e scherza in un clima sereno con un giocatore, non può buttarlo fuori per una parola di troppo e un po' sparata a caso, magari anche contro la situazione del rigore, la sorte o i compagni, insomma, un'esclamazione di getto e di rabbia. Soprattutto non può farlo se quel giocatore ha fatto una gara esemplare dal punto di vista del comportamento. Un arbitro saggio, per non usare termini più severi, avrebbe capito che assegnare quel rigore e dare quel rosso avrebbe di fatto indirizzato la partita. Considerando anche i gradi di capitano, bastava un giallo.
  7. LA DIFESA: il gol preso su rigore significa poco, il quartetto difensivo del Napoli soffre il giusto contro una squadra come l'Inter e in trasferta. Bene così, un gol su rigore in trasferta non cambia l'ottimo giudizio sulla difesa del Napoli di questa prima parte di stagione.
  8. OSPINA: al primo errore o mezzo errore Meret viene "Crocifisso in sala mensa" riprendendo un'iconica battuta del cinema italiano. Di fatto, però, ad anno circa di distanza da un Lazio-Napoli in cui Ospina regalo 3 punti ad Immobile e compagni in una gara simile, con i Partenopei che surclassarono nel gioco i Biancocelesti senza trovare il gol, questa volta replica in una gara pesantissima contro l'Inter. Le doti tecniche e di leader sono innegabili, così come la crescita di Meret, ma un po' di lucidità in più servirebbe e aiuterebbe anche il colombiano in certi contesti, che poteva non prendere a schiaffi i piedi di Darmian.
  9. RIPARTIRE: il Napoli ora deve fare solo una cosa: ripartire. Da Milano su può ritornare a casa con un po' di rabbia e amarezza, ma anche con un bel po' di cose positive. Dal punto di vista tecnico e tattico, mettere alle corde l'Inter così come è stato non è da poco e non è da tutti. Bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno, continuare il percorso, sempre con la voglia di migliorarsi.
  10. LA ROSA: come detto, il Napoli senza Osimhen e che perde Mertens è sicuramente indebolito, ma mai come prima d'ora, forse, nell'era De Laurentiis c'è una rosa davvero competitiva e lo dimostra la sfida di Milano. Perdere il belga senza Osimhen e poter mettere Petagna, che per poca non la mette dentro regalando un pareggio che sarebbe stato meritato, così come fa l'altro rincalzo Politano, non è poco e non è da tutti. Per non parlare poi del centrocampo e degli esterni di difesa, dove non si avvertono grosse differenze trovando le combinazioni giusti, con solamente Zielinski e Koulibaly che di fatto possono essere considerati insostituibili. Una ricchezza del genere è un dato positivo, che può far ben sperare da qui a fine stagione, San Siro l'ha dimostrato e a Roma si potrà andare con rispetto e attenzione, ma senza paura, perché magari i gol decisivi li faranno Politano e Petagna.

Diego Spezzacatena

area calcio

Nato a Napoli nel 1989, e nel 2012 fa i suoi primi esordi nel mondo dell’editoria campana come praticante giornalista in varie redazioni sportive. Nel 2016 comincia la collaborazione con il Corriere della Campania e nello stesso anno si laurea in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi sulla presenza della cultura islamica nella Commedia di Dante. Il titolo viene bissato l’anno successivo, con il conseguimento della laurea Magistrale in Filologia Moderna con il massimo dei voti. Nel 2018 completa l’iter per l’iscrizione presso l’albo dei giornalisti pubblicisti della Campania. Attualmente è Condirettore del Corriere della Campania e docente di italiano e storia presso un istituto tecnico-professionale di Pozzuoli.

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