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Magazine del Corriere della Campania

Dieci Opinioni dopo... Napoli-Cagliari

Pareggio che sa di sconfitta per i ragazzi di Gattuso. Il Napoli, passato in vantaggio con Osimhen nel primo tempo, si è fatto raggiungere nel finale dal Cagliari col gol di Nandez. Gli azzurri guadagnano un punto, ma scendono al quinto posto, a -2 da Atalanta, Juve e Milan. Il Cagliari respira e si porta a +1 dalla zona retrocessione. Il giorno dopo Napoli-Cagliari resta l’amaro in bocca per una gara che, seppur non giocata brillantemente, si poteva e si doveva vincere. Come ogni settimana partiamo con le nostre…

DIECI OPINIONI

1) Troppo nervosismo. Con il Cagliari, il Napoli cade nella tendenza tipica dei primi mesi di campionato: gli azzurri creano tanto, ma sbagliano troppo, si innervosiscono e alla fine non riescono a chiudere la gara. Con il risultato in bilico fino alla fine e le tante polemiche inutili con l’arbitro il pasticcio è fatto. Si ci perde in inutili discussioni!

2) Victor Osimhen. Il nigeriano trascina il Napoli. In ogni azione, è lui ad avere l’ultima parola. Bellissimo il suo gol: difende palla col destro e di sinistro batte Cragno. Tutto in pochissimi secondi: velocità e tanto fisico per resistere alla carica dei difensori. La media gol è ottima: un gol ogni 96 minuti, 6 gol nelle ultime 10 partite. Eppure, pioggia di critiche per “Mister 70 milioni”. Osservando i numeri e ricordando che questo è il suo primo anno in Italia (metà passato lontano dal campo per infortunio e covid), la sensazione è quella di non aver ancora visto niente. Tra l’altro, Victor ha solo 22 anni. Lasciamolo crescere, il tempo è galantuomo.

3) Un gol regolare. Al 54’ Koulibaly spazza via e lancia Osimhen in campo aperto a tu per tu con Godin. Il difensore rossoblù è in anticipo, ma cade e perde l’appuntamento col pallone. Osimhen lo tocca appena sulla spalla, supera Cragno e mette la palla in rete. Lieve il tocco del nigeriano, ma l’arbitro fischia il fallo. Godin già stava cadendo. Certo, il 2-0 avrebbe cambiato la storia della partita, ma non si ci può sempre appellare agli errori arbitrali.

4) La difesa azzurra. Il Napoli non ha brillato come nelle ultime gare. La difesa ha lasciato passare troppo. Buona la prestazione dei terzini. Hysaj recupera tanti palloni, fa salire la squadra. È vero, si è perso Nandez al momento del gol. In quel momento, però, si ci difende in undici. Il Napoli ha abbassato troppo il ritmo e ha concesso tanto, lasciando la gara incerta e aperta fino alla fine.

5) Quei cambi al momento sbagliato. A dieci minuti dal termine, Gattuso ha inserito Elmas e Bakayoko per Fabián e Zielinski. Far rifiatare i ragazzi è giustissimo, ma un po’ meno è togliere i perni principali dell’offensiva azzurra in un momento delicato, specie se i sostituti non hanno minuti nelle gambe. Forse si poteva lasciare in campo uno dei due per tentare ancora il raddoppio.

6) La “bestia nera” del Napoli. Come in tutti i precedenti, anche in questo match i sardi si sono rivelati uno scoglio complicato. Eppure, i ragazzi di Gattuso avevano dimostrato di essere di gran forma nelle ultime gare. Al Cagliari il merito di non aver mai mollato, rendendosi più volte pericoloso fino al gol al 95’ firmato da Nandez.

7) Il momento di Meret. Non è un segreto che Gattuso gli preferisca Ospina. Come dargli torto? Il portiere colombiano ha dimostrato una crescita esponenziale nelle ultime due stagioni, mentre l’ex Spal sembra meno sicuro di sé nelle uscite e meno padrone della sua difesa. C’è davvero poco da criticare a Meret ma, al momento, Ospina dà molte più sicurezze tra i pali.  

8) Doppia illusione. Una domenica da dimenticare per i tifosi azzurri, illusi per ben due volte. Fino al recupero la sensazione era quella di portare a casa una vittoria sofferta, invece, Nandez ha gelato gli azzurri. Poi, l’Udinese nel tardo pomeriggio stava vincendo contro la Juve con la rete di Molina. Fino all’85, il Napoli pensava di poter tenere il vantaggio sulla Juve. Invece, è bastato il tocco di mano in area di De Paul per riportare il Napoli coi piedi per terra (e al quinto posto): Cristiano Ronaldo ha trasformato il rigore e poi ha completato la rimonta di testa. 1-2 e tutti a casa.

9) La corsa Champions. Non è impossibile, certo, ma si fa complicata per gli azzurri: il Napoli non può più perdere. Spezia, Fiorentina e Verona sono delle vere e proprie finali per Gattuso che, almeno, potrà sperare nello scontro diretto tra Juventus e Milan. Occhio a Juventus-Inter alla penultima giornata: magari, i campioni d’Italia vorranno chiudere in bellezza prendendo non solo lo scudetto, ma anche 6 punti ai bianconeri.

10) Lo scudetto dell’Inter. Complimenti all’Inter per il suo 19° scudetto. Conte mette fine all’era Juventus (proprio lui che l’aveva cominciata!). Un po’ di rammarico per il Napoli, per tanto tempo vera rivale della Vecchia Signora per la corsa al titolo. Invece, quest’anno gli azzurri hanno perso tante occasioni in questo campionato in cui la Juve non era per niente irresistibile.

Maria Anna Gagliardi

area calcio

Maria Anna Gagliardi. Nata a Napoli nel luglio del 1996. Laureata in Lingue, Letterature e culture all'Università L'Orientale, mi piace la cultura in tutte le sue sfumature. Amo particolarmente la letteratura, mi piacciono le storie. La storia più bella? Quella del Napoli e del calcio che unisce popoli e culture differenti, quella che voglio raccontare con il giornalismo. 

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