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Magazine del Corriere della Campania

And the Oscar went to…

Quella che è considerata essere la magica notte delle stelle, anche per questo atipico anno volge al termine. E quindi non ci resta che trarne le conclusioni. Di seguito saranno elencati i vincitori solo di alcune delle categorie. 

 

MIGLIOR FILM, MIGLIOR REGIA, MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Protagonista della serata, aperta da Regina King, è stato Nomadland, che si è aggiudicato ben tre nomination. 

Infatti vincitore dell’Oscar come miglior film, Nomadland è diretto dalla cinese Chloe Zhao che, premiata anche per la miglior regia, ha portato a casa la categoria come seconda donna vincitrice nella storia e prima asiatica; la Zhao nel suo ispiratore discorso di ringraziamento ha tenuto a esaltare la fede nella bontà intrinseca, nostra e di chi ci circonda, una bontà che ci accompagna al momento della nascita e in cui dobbiamo credere per poter andare avanti e affrontare i momenti difficili.

Ambientato durante la Grande recessione, il film vede la sessantenne vedova Fern, interpretata da Frances McDormand, vincitrice dell’Oscar come miglior attrice protagonista, intraprendere un viaggio verso gli Stati Uniti occidentali, alla scoperta di una vita del tutto nuova, da nomade. 

 

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Il premio come miglior attore protagonista è stato invece consegnato per The Father all’ottantatreenne Anthony Hopkins, che è divenuto così l’attore più anziano ad aver ricevuto un Oscar: Hopkins che non era presente alla cerimonia, ha però manifestato i suoi ringraziamenti via social. 

 

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Pitt ha invece conferito il premio come miglior attrice non protagonista alla coreana Yoon Yeo-jeong, interprete della nonna Soonja in Minari, film diretto da Lee Isaac Chung che racconta la storia di una famiglia di immigrati sudcoreani pronti a tutto pur di inseguire il sogno americano.  

 

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA 

Ad aggiudicarsi il titolo è stato Daniel Kaluuya, nel ruolo di Fred Hampton in Judas and the Black Messiah; film che tratta la storia vera del diciassettenne William 'Bill' O’Neal, che per evitare la galera accetta di infiltrarsi nel partito delle Pantere Nere per spiare il leader locale, per l’appunto Fred Hampton. 

 

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE/MIGLIOR COLONNA SONORA

Il premio come miglior cartoon è stato consegnato al cortometraggio If anything happens I love you, film diretto da Govier e McCormack, nel quale viene affrontato il tema del lutto, della perdita e del dolore di due genitori che hanno perso la propria bambina durante una sparatoria scolastica.

Ad essere premiato, inoltre per la miglior colonna sonora, è stato anche Soul, lungometraggio della Disney diretto da Pete Docter, vincitore del suo terzo Oscar consecutivo dopo Up e Inside Out. In Soul, o anche La vita è meravigliosa, Joe, un insegnate di musica e musicista precario ha finalmente l’opportunità di realizzare il suo sogno di suonare in un quartetto, ma quando finalmente le cose stanno per concretizzarsi, questi  è vittima di un incidente. Proprio grazie a ciò inizierà il suo viaggio astrale, alla scoperta di ciò che ha definito la sua identità, del suo vero io. 

 

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE 

Vincitrice della categoria è stata Emerald Fennell, regista di Una donna promettente: thriller drammatico, che narra la storia di Cassie, una ex studentessa di medicina, per l’appunto, promettente, la quale  ha abbandonato gli studi per un tragico evento, che ha segnato la sua vita conducendola ad averne una segreta. 

 

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE 

Un altro giro, vincitore della categoria, diretto da Thomas Vinterberg, racconta la storia di alcuni amici, insegnanti stanchi e demotivati, che per movimentare la propria vita si affidano alla teoria in base alla quale nasciamo tutti con una quantità minima di alcol in corpo, decidendo così di assumere uno stato di ebbrezza durante le ore lavorative per poter incrementare la propria creatività. 

 

 

E L’ITALIA?

Purtroppo, l’Italia non ha conseguito alcun premio, nello sconforto e malcontento dei più.

Mariapaola Alaio

area cronaca e politica
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