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Magazine del Corriere della Campania

Il sonno ci fa sani e belli

Dormire è come un lavoro: come usiamo la sveglia per svegliarci, così dovremmo avere una sveglia che ci dica quando andare a letto

Il sonno ci condiziona in salute e in malattia. Le conseguenze della privazione del sonno sono più gravi di quanto si possa immaginare. L’Organizzazione mondiale della sanità consiglia otte ore di sonno per notte e di seguire orari regolari. Vi sarebbe una correlazione, infatti, tra mancanza di sonno e malattie come l’alzheimer, il cancro, il diabete, l’obesità e la demenza. Nel tempo si stanno riducendo sempre più le ore di sonno e risulta che una persona su due dorme al massimo sei ore. Tra i motivi della mancanza di sonno vi è la luce notturna che danneggia il sonno e la questione lavoro. Si finisce più tardi e serve più tempo per spostarsi. Non volendo togliere tempo alla famiglia o al divertimento, lo togliamo al sonno. Anche l’ansia svolge un ruolo importante. La nostra è una società di persone più sole e più depresse. Si fa abuso di alcol e caffeina. Tutte cose nemiche del sonno.

Inoltre nelle società più ricche il sonno è associato alla debolezza, come fosse una forma di pigrizia. Vogliamo mostrarci sempre impegnati e un modo per farlo è vantarci di dormire poco. Eppure studi epidemiologici dimostrano che meno si dorme e meno si vive.

Dopo una notte in cui si è dormito quattro o cinque ore diminuiscono le nostre cellule killer naturali, cioè quelle che attaccano le cellule cancerose che ogni giorno nascono nel nostro corpo. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera potenzialmente cancerogeno ogni forma di lavoro notturno.

Il cuore sfrutta la tregua notturna per rallentare il suo ritmo; gli adulti che dormono meno di sei ore a notte hanno molte più probabilità di avere un infarto o un ictus rispetto a quelli che dormono sette o otto ore, perché dormire poco accelera il ritmo cardiaco e fa salire la pressione sanguigna. Sembra, inoltre, che con la privazione del sonno le cellule rispondano di meno all’insulina e quindi provochino problemi di glicemia.

Quando si dorme di meno, poi, si tende ad ingrassare, mangiando di più per via di un’alterazione nei meccanismi responsabili della regolazione dell’appetito e del senso di sazietà. I soggetti che non riposano bene hanno, peraltro, una scarsa attitudine a praticare attività fisica, facendo così maggior fatica a bruciare le calorie in eccesso. Senza sonno si perdono energie e salute. Chi dorme è più vitale e più sano.

Il sonno influisce anche sul sistema immunitario, ed è per questo che, quando abbiamo l’influenza, il nostro primo istinto è quello di andare a letto: il corpo vuole dormire per guarire. Se dormiamo meno la nostra resistenza diminuisce. Se siamo stanchi, è più facile che prendiamo il raffreddore.

E poi c’è l’effetto del sonno sull’umore. Il sonno profondo, il periodo in cui cominciamo a sognare, è uno stato terapeutico durante il quale ci liberiamo della carica emotiva delle nostre esperienze, rendendole più facili da sopportare. Dormire è fondamentale per consentire ai neuroni di immagazzinare tutte quelle informazioni importanti che sono state acquisite nel corso della giornata e per sbarazzarsi di quelle ritenute superflue. Dormendo i ricordi vengono consolidati, viceversa sbiadiscono o addirittura ne risultano falsati. Le scuole e le aziende dovrebbero aprire più tardi, per fare aumentare l’attenzione, la concentrazione e la produttività. La motivazione e la creatività ne trarrebbero beneficio.

Un riposo inadeguato rende la pelle del viso meno elastica e più aggrinzita in quanto durante il sonno le cellule si rigenerano a un ritmo più elevato rispetto a quando si è svegli. Dormire otto ore, dunque, ci regala una pelle più luminosa e distesa.

Dobbiamo cominciare a pensare al sonno come a una specie di lavoro o a una palestra. Come usiamo la sveglia per svegliarci, così dovremmo avere una sveglia che ci dica quando andare a letto.

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Pierluigi Perretta

area politica e cultura
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